Il buon riposo

NITIDO SFONDO

Come e perché

Risposte alle “domande chiave” sul riposo

Quando conta il sonno per l’uomo?

Dormire è una delle tre esigenze fondamentali della vita umana. Con la nutrizione e la necessità di riparare il corpo dal caldo e dal freddo. Se l’uomo non risponde anche a uno solo di questi bisogni, muore. Eppure queste tre necessità non hanno progredito insieme nel tempo: se l’alimentazione e l’abbigliamento, nel corso dei secoli, si sono trasformate in vere arti, simboli di status e di stile di vita, compiendo grandissimi passi avanti, nel campo del dormire l’uomo si è adagiato, accontentato, e più o meno si è fatto andar bene tutto. Pagliericci e giacigli non si sono evoluti per secoli. Il motivo? Semplice: comunque e ovunque si trovi, l’uomo, quando ha sonno, si addormenta.

Esiste una storia del dormire?

Bisogna arrivare al 1870, un tempo vicino a noi, per individuare la prima vera rivoluzione: il materasso a molle, nato, solo poco più di un secolo fa, da un’idea di un certo Simmons. Quel che si dice un “geniaccio”, un uomo che, sia pur senza basi scientifiche, arriva a intuire che, durante il sonno, la colonna vertebrale ha bisogno di un supporto flessibile. Da qui l’invenzione delle molle. E deve passare un’altra ottantina di anni per assistere a un secondo giro di boa. Per la prima volta intorno agli anni cinquanta si comincia a utilizzare la schiuma di lattice e quelle di poliuretano che, usate già per altri scopi, ora vengono impiegate per costruire materassi comodi e flessibili. Ed ecco i materassi a molle, in lana o in schiume sintetiche, che rispondono a tre esigenze fondamentali: fornire un buon supporto alla colonna vertebrale, lasciar traspirare la pelle (nel sonno perdiamo fino a 300 grammi di liquidi), garantire igiene attraverso la lavabilità.

Che cosa accade durante il sonno?

Il sonno è composto da 2 fasi chiamate REM (una sigla che sta per rapid eye movement) e NON REM (o sonno profondo). A seconda che ci si trovi in una fase o nell’altra, il nostro comportamento cambia. Per esempio, nella fase REM (quella in cui si sogna) il battito cardiaco accelera, la pressione arteriosa sale e la muscolatura si rilassa completamente. Ora, se in questo stato di relax il corpo si trova ad appoggiare su un materasso sbagliato, muscoli e tendini non possono riposare: si trovano invece costretti a un lavoro sotto stress. Un lavoro che, alla lunga, può portare disfunzioni. Ma c’è un altro punto importante da considerare: durante il sonno non si è mai immobili. Si calcola che, nel corso di una notte, una persona si muove dalle 40 alle 80 volte. Perché? Bisogna considerare che, dormendo, il corpo distribuisce il suo peso in determinati punti specifici. Che non sono sempre gli stessi e che variano a seconda delle dimensioni del corpo, dell’età e persino del sesso: negli uomini il punto di massima pressione sono le spalle, per le donne il bacino. Ovvio che più il materasso è comodo meno l’esigenza di muoversi si fa sentire. E, altrettanto comprensibile, che quando la pressione diventa insostenibile, si cerchi, cambiando posizione, di dare tregua alla parte del corpo che si trova in sofferenza.