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elettroSMOGdal frullatore al telefonino: il rischio dei campi magneticiNon si vede. Non si sente. Non ha odore. E' il nuovo inquinamento. Che ci fa sempre più paura. Perché può mettere in pericolo la nostra salute. E' soprattutto quella dei bambini. Ecco come difendersi: Fuori e dentro casa
Campi elettromagnetici. Sono diventati il nuovo
nemico invisibile. Infatti non si ve Ma fanno davvero male i campi elettromagnetici ? Se ne discute da più di venti anni. Dal giorno in cui Nancy Wertheimer, una ricercatrice che stava indagando su una serie di casi di leucemia acuta e tumori del cervello verificatisi a Denver, in Colorado, notò che molte persone colpite erano vissute in vicinanze di linee dell’alta tensione. Da allora, si sono accumulate centinaia di studi sugli effetti a lungo termine dei campi elettromagnetici. Un botta e risposta tra ricerche che confermano e ricerche che smentiscono. Ma nessuna è però riuscita a dare una risposta definitiva. Il motivo? Gli scienziati si affidano a indagini epidemiologiche. Osservano, cioè, se su un grandissimo numero di persone una maggiore esposizione a un certo fattore (come i campi elettromagnetici) sia collegata ad un aumento dei casi di malattia. Il problema e che l’eventuale effetto dei campi è debole. E se i casi di malattia sono un po’ più della media, è colpa delle onde elettromagnetiche o si tratta di una fluttuazione statica?. In più nessuno sa come i campi potrebbero interferire con i tessuti viventi.
Ma allora quanto
fa male l’elettrosmog ? E a chi ? Un nuovo studio, condotto dal National Institute of environmental health sciences per conto del Congresso Americano, fa finalmente un po’ di chiarezza. Solo un po’, però. Un comitato scientifico di altissimo livello ha riesaminato tutti gli studi più importanti sull’argomento ed ha concluso che l’unica malattia per la quale è “CREDIBILE” un legame con l’esposizione ai campi elettromagnetici è la leucemia infantile. L’esposizione cronica a un campo superiore agli 0,2 microtesla (l’unità di misura dei campi elettromagnetici), quello che si crea per esempio a un centinaio di metri da una linea dell’alta tensione, potrebbe comportare un rischio di ammalarsi di leucemia superiore di una volta e mezzo a quello dovute alle altre cause , come il benzene degli scariche delle auto.
Il nemico ? E ‘ nella stanza Il nemico, dunque, si nasconde in casa. Ogni volta che usiamo la corrente, infatti, si crea un campo elettromagnetico: è tanto più forte quanto più elevata è la potenza assorbita dall’apparecchio in funzione e quanto più vicini ci troviamo. Per fortuna, il campo si annulla molto rapidamente con la distanza. Qualche esempio ?
I campi più forti, anche se temporanei, sono
quelli prodotti dal rasoio elettrico e dall’asciugacapelli, che vengono usati
quasi a contatto col corpo. Poi ci sono le cucine e i forni elettrici, e
soprattutto i forni a microonde, che sono dotati di trasformatori di grande
potenza. Seguono i piccoli elettrodomestici e le stufe elettriche, poco
schermati. Lavatrice, lavastoviglie e frigoriferi, invece, pur consumando molta
energia, sono in genere ben schermati. Conta, naturalmente, anche il tempo di
esposizione. Per questo, per esempio, bisogna evitare di far dormire un bambino
vicino a una parete. Se sull’altro lato si trova uno scaldabagno che resta in
funzione per ore. Chi vuol fare qualcosa di più, può riconfigurare l’impianto elettrico di casa secondo una disposizione “a stella”, evitando che lo stesso filo colleghi tutte le stanze. Il campo si forma con il passaggio di corrente: in questo modo, se si usa un elettrodomestico sarà limitato a quel luogo invece di allargarsi a tutte le altre. Un accorgimento per neutralizzare il nemico dentro casa.
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