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Quando il corpo dorme I segreti del sonno
La colonna vertebrale è la vera
protagonista del sonno. È lei a essere chiamata in causa in modo più diretto e a
risentire, prima di altre parti del corpo, di un “cattivo” sonno. È lei il vero
e proprio telaio di tutto il nostro organismo. È lei a sorreggerci, a
permetterci di flettere e ruotare la testa, ad attutire i colpi, a proteggere il
suo importante contenuto, la parte più complessa e nobile dell’intera macchina
corporea, e cioè il sistema nervoso. Si tratta di una seri di compiti
incredibile, tanto più se si considera che è stata predisposta per funzioni
leggermente diverse: lavorare in posizione orizzontale, come avviene negli
animali a 4 zampe, o al massimo obliqua, come nel caso delle scimmie (non
comunque in verticale, la posizione dell’uomo moderno). E
I dischi intervertebrali sono quelli che soprattutto fanno le spese di questi pesi eccessivi. Si tratta di una sorta di cuscinetti contenenti un liquido che, a causa, ad esempio, dei carichi che la colonna vertebrale deve sopportare oppure delle sollecitazioni prodotte dal terreno, mentre si è in auto, in moto o su un mezzo di trasporto pubblico, tendono a perdere questo liquido rendendo meno flessibile ed elastico l’intero tronco, dalla testa agli arti inferiori. La massima ricarica di questi dischi si può avere solamente con il massimo rilascio dei muscoli scheletrici, ed a sua volta, il massimo rilasciamento di questi muscoli si può ottenere solamente quando il corpo riesce a raggiungere, nella posizione orizzontale, e cioè sdraiata, il massimo del comfort. La dimostrazione? Appena svegli siamo leggermente più alti perché i dischi, durante il sonno, si sono imbevuti di liquido e sono riusciti a gonfiarsi incrementando la loro altezza. Una “ricarica” talmente importante da essere diventata, per la scienza, un dato di riferimento e un termine di paragone che permette di definire un sonno più o meno buono. E quanto più il sonno è ristoratore, tanto più i muscoli scheletrici hanno la possibilità di rilassarsi. E, quanto più si rilassano, tanto più i dischi si “ricaricano”.
Per dormire
bene non è sufficiente dormire sdraiati. Sarebbe
troppo semplice
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