Allergie all’acaro

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Le allergie agli acari domestici

Nel 1923 è stato coniato il termine di atopia, che significa inabituale, particolare; oggi definisce quella particolare predisposizione genetica che scatena reazioni esagerate (mediante meccanismi immunologici) dopo aver avuto contatto con sostanze comunemente presenti nel nostro ambiente (pollini, acari, muffe e epiteli di animali domestici). Con questo concetto si riconosce la possibilità di sviluppare reazioni allergiche su predisposizioni genetica; se da un lato ciò facilita il processo diagnostico, dall’altro implica, alla luce delle conoscenze attuali, l’attuazione dimisure di prevenzione efficaci per le generazioni future.

Recenti studi sulla popolazione svizzera effettuati nel 1995 e nel 1996 hanno potuto evidenziare che oltre il 30% della popolazione soffre di una sensibilizzazione allergica se ricercata tramite appositi test diagnostici e, più particolarmente, il 15% della gioventù denota indizi di una sensibilizzazione agli acari domestici.

L’incidenza delle allergie nella vita quotidiana é ben nota. Precisi studi di economia sanitaria stimano che il 3-5% dei costi totali generati dalla medicina in Svizzera sono causati dalle malattie allergologiche.

L’allergia ai componenti della polvere ambientale è tra le principali cause della sintomatologia allergica allergica. Tale polvere è costituita da vari componenti, mal’elemento capace di scatenare la reazione allergica è soprattutto l’acaro domestico.

Che cos’è l’acaro domestico?

È un organismo di dimensione inferiore al millimetro (da 0,1 a 0,5) ed è perciò invisibile a occhio nudo: animaletto dalla forma del ragno, munito di otto zampe e appartenente perciò alla classe degli arcnidi.

La maggior quantità di acari è presente nel letto. I materassi sono propriamente delle grandi riserve di acari. Perciò, per un allergico all’acaro, vale la pena di proteggere il letto visto che “night time is mite time”.

Lo sviluppo degli acari è caratterizzato da un ciclo che prevede la fuoriuscita dalle uova di larve con 6 zampe che, in un secondo stadio, diventeranno 8. La forma adulta è raggiunta dopo 3-4 settimane. Ogni femmina produce 40-80 uova.

Si alimenta principalmente di squame della pelle (forfora), molto spesso contaminate da muffe o batteri. Giornalmente ne mangia una quantità pari al 50% del proprio peso. Una persona adulta, rispettivamente ogni notte, circa 0,5-1 g di forfora, che rappresenta una razione giornaliera per circa 300000 acari.

Visto che gli acari non possono bere acqua sono molto dipendenti dall’umidità dell’ambiente. Anche la temperatura influisce sul loro benessere. 25°C e il 75% di umidità relativa sono le condizioni ottimali per il loro sviluppo. Se gli acari sono ad una temperatura di 60°C muoiono dopo 1 ora, se a –25°C muoiono dopo 6 ore. L’acaro è presente in minime tracce ad altitudini oltre i 1600 metri s/m.

Gli allergici agli acari reagiscono a sostanze che sono parti del corpo stesso dell’acaro e, soprattutto, ai loro prodotti di secrezione (saliva) ed escrezione (feci). Ogni acaro produce circa 50 palline di escrementi al giorno. Questi hanno forma e grandezza simile ai pollini. Muovendosi entrano in sospensione nell’aria e vengono così inalati.

Come si diagnostica l’allergia agli acari?

Essa si manifesta sotto forma di irritazione delle vie aeree superiori e inferiori (congiuntivite, rinite, bronchite e/o asma) e anche eczema (deramtite infiammatoria). La persona che ne sospetta la presenza è invitata ad annotarsi il periodo durante il quale i disturbi si manifestano, così da fornire indizi precisi al medico che potrà eventualmente scoprire una ciclicità dei disturbi, molto sospetta per un fenomeno allergico, e procedere così a dei test cutanei e del sangue che permetteranno di definire la precisa origine allergologica.

Possibilità terapeutiche

Una volta stabilito che la sensibilizzazione allergica agli acari (test cutanei e/o del sangue positivi) è effettivamente da mettersi in relazione con i disturbi vissuti dal paziente (ricordiamo che esistono pure persone sensibilizzate agli acari ma che non denotano disturbi), saranno a disposizione le possibilità seguenti:

Eliminazione della causa(profilassi):
cure medicamentose (antistaminici sotto forma di colliri, spray nasali e compresse, cortisonici per i casi più gravi, broncodilatatori in caso di ostruzione delle vie bronchiali);

cure di desensibilizzazione specifica (“vaccinazione”) per quei pazienti che non potranno usufruire delle misure di prevenzione effettuate al proprio domicilio in quanto esercitano
Per i pazienti sofferenti di allergia agli acari esistono delle misure di prevenzione molto importanti:
la misura prioritaria é di vivere in un ambiente privo di fumo; studi recenti hanno potuto documentare con certezza che questo é dannoso persino in gravidanza, predisponendo il feto a una futura tendenza allergologica;

la temperatura dell’appartamento (inferiore ai 20°C) e l’umidità dello stesso (inferiore al 40-50%) sono pure determinanti per rendere difficile la vita agli acari;

nell’arredamento della camera da letto e dell’appartamento bisogna rinunciare ad avere tendaggi pesanti, moquette e oggetti di stoffa. Utilizzare coperte e cuscini lavabili a 60°;

non tenere animali domestici all’interno dell’appartamento;

non tenere piante ornamentali nella camera da letto;

arieggiare sovente e accuratamente l’appartamento;

utilizzare fodere per materassi, eventualmente per cuscini e piumini, appositamente studiate, costituite da un tessuto misto di cotone e poliestere, combinazione che permette il passaggio del vapore e nel contempo blocca il passaggio degli acari e degli allergeni;

spruzzare ogni 3-4 mesi gli acaricidi per i divani e i tappeti per ridurre il tasso degli acari che racchiudono;

esistono inoltre vari sistemi di filtri dell’aria studiati per gli allergici agli acari domestici, ma mancano per ora degli studi clinici che dimostrano l’efficacia di queste misure ambientali.
In conclusione: esistono molteplici possibilità per far fronte all’aumento costante del fenomeno dell’allergia agli acari domestici, sia a livello di prevenzione sia a livello di terapia. Se il paziente allergico è ben informato riuscirà a conciliare le sue esigenze con quelle di un ambiente accogliente e, con l’aiuto del medico, potrà avere una qualità di vita migliore.