Elettrosmog

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ELETTROSMOG

dal frullatore al telefonino: il rischio dei campi magnetici

Non si vede. Non si sente. Non ha odore. E’ il nuovo inquinamento. Che ci fa sempre più paura. Perché può mettere in pericolo la nostra salute. E’ soprattutto quella dei bambini. Ecco come difendersi: Fuori e dentro casa.

Campi elettromagnetici. Sono diventati il nuovo nemico invisibile.

Non si sentono. E non hanno neppure un odore. Ma fanno sempre più paura. Avere sopra la testa una linea dell’alta tensione, ormai, ci inquieta. E guardiamo con sospetto i ripetitori televisivi vicino a casa. Per non parlare delle antenne dei telefonini, che ormai spuntano come funghi sui nostri tetti. Da anni, infatti,queste presenze impalpabili vengono incolpate un po’ di tutto. Dal mal di testa alla leucemia, dai disturbi del sonno e dell’umore alla depressione, dal tumore al seno a quello del cervello. Effetti ancora controversi, per gli scienziati, ma sicuramente inquietanti. Anche perché le onde elettromagnetiche sono davvero attorno a noi: vengono da elettrodotti, ripetitori tv, impianti per i telefonini, radar, ma anche dagli elettrodomestici in casa nostra. Un vero “inquinamento” insomma, tanto che per indicarlo è stata anche coniata una nuova parola: “elettrosmog”.E mentre i ricercatori continuano a discutere sui rischi per la salute, il problema è arrivato fino in Parlamento. La Camera ha dato il primo sì alla legge quadro per prevenire e ridurre l’inquinamento elettromagnetico. Con norme più severe per la localizzazione di linee dell’alta tensione e ripetitori. I nuovi impianti dovranno sorgere lontano da asili, scuole e ospedali. Non solo: dovranno essere risanati quelli già esistenti. E anche gli elettrodomestici dovranno rispettare nuovi livelli di emissione, che verranno poi stabiliti dai regolamenti. Nel frattempo, la guerra all’elettrosmog infuria e protestano proprio tutti

Ma fanno davvero male i campi elettromagnetici ?

Se ne discute da più di venti anni. Dal giorno in cui Nancy Wertheimer, una ricercatrice che stava indagando su una serie di casi di leucemia acuta e tumori del cervello verificatisi a Denver, in Colorado, notò che molte persone colpite erano vissute in vicinanze di linee dell’alta tensione. Da allora, si sono accumulate centinaia di studi sugli effetti a lungo termine dei campi elettromagnetici. Un botta e risposta tra ricerche che confermano e ricerche che smentiscono. Ma nessuna è però riuscita a dare una risposta definitiva. Il motivo? Gli scienziati si affidano a indagini epidemiologiche. Osservano, cioè, se su un grandissimo numero di persone una maggiore esposizione a un certo fattore (come i campi elettromagnetici) sia collegata ad un aumento dei casi di malattia. Il problema e che l’eventuale effetto dei campi è debole. E se i casi di malattia sono un po’ più della media, è colpa delle onde elettromagnetiche o si tratta di una fluttuazione statica?. In più nessuno sa come i campi potrebbero interferire con i tessuti viventi.

Ma allora quanto fa male l’elettrosmog ? E a chi ?

Un nuovo studio, condotto dal National Institute of environmental health sciences per conto del Congresso Americano, fa finalmente un po’ di chiarezza. Solo un po’, però. Un comitato scientifico di altissimo livello ha riesaminato tutti gli studi più importanti sull’argomento ed ha concluso che l’unica malattia per la quale è “CREDIBILE” un legame con l’esposizione ai campi elettromagnetici è la leucemia infantile. L’esposizione cronica a un campo superiore agli 0,2 microtesla (l’unità di misura dei campi elettromagnetici), quello che si crea per esempio a un centinaio di metri da una linea dell’alta tensione, potrebbe comportare un rischio di ammalarsi di leucemia superiore di una volta e mezzo a quello dovute alle altre cause , come il benzene degli scariche delle auto.

Il nemico ?  E ‘ nella stanza

Il nemico, dunque, si nasconde in casa. Ogni volta che usiamo la corrente, infatti, si crea un campo elettromagnetico: è tanto più forte quanto più elevata è la potenza assorbita dall’apparecchio in funzione e quanto più vicini ci troviamo. Per fortuna, il campo si annulla molto rapidamente con la distanza.

Qualche esempio ?

I campi più forti, anche se temporanei, sono quelli prodotti dal rasoio elettrico e dall’asciugacapelli, che vengono usati quasi a contatto col corpo. Poi ci sono le cucine e i forni elettrici, e soprattutto i forni a microonde, che sono dotati di trasformatori di grande potenza. Seguono i piccoli elettrodomestici e le stufe elettriche, poco schermati. Lavatrice, lavastoviglie e frigoriferi, invece, pur consumando molta energia, sono in genere ben schermati. Conta, naturalmente, anche il tempo di esposizione. Per questo, per esempio, bisogna evitare di far dormire un bambino vicino a una parete. Se sull’altro lato si trova uno scaldabagno che resta in funzione per ore.

Chi vuol fare qualcosa di più, può riconfigurare l’impianto elettrico di casa secondo una disposizione “a stella”, evitando che lo stesso filo colleghi tutte le stanze. Il campo si forma con il passaggio di corrente: in questo modo, se si usa un elettrodomestico sarà limitato a quel luogo invece di allargarsi a tutte le altre. Un accorgimento per neutralizzare il nemico dentro casa.